Alcune ricerche condotte a livello internazionale dimostrano come «il 60% dei consumatori americani sia disponibile a cambiare marca o punto vendita in favore di imprese socialmente impegnate» e sono disposti addirittura a «pagare prezzi più elevati per i prodotti di tali imprese». Pratiche come il cause related marketing «possono presentare alcuni importanti benefici sia per l’impresa che si avventura su questa strada che per l’organizzazione non profit che stabilisce un’alleanza con l’azienda. Per l’impresa, ad esempio, intraprendere un’iniziativa di marketing filantropico o di cause related marketing significa poter differenziare il proprio brand, fidelizzare i consumatori (l’iniziativa sociale permette infatti di creare forti legami con il consumatore), aumentare la capacità di attirare l’attenzione dei media, raggiungere nuove nicchie di mercato, creare un legame profondo con il territorio, aumentare le vendite…; per l’organizzazione significa avere accesso a nuove fonti di finanziamento, raggiungere nuovi target di donatori, aumentare l’attenzione del pubblico nei confronti della causa trattata, accrescere la visibilità e la notorietà della organizzazione non profit, aver contatti con professionisti e strutture di marketing aziendali».
[Gadotti, 2001. Pubblicità Sociale. Lineamenti, esperienze e nuovi sviluppi]