Se dovessi assumere un addetto stampa per prendersi cura della mia comunicazione, sicuramente non avrei dubbi nello scegliere un giornalista che, oltre alle competenze tecniche, abbia tre caratteristiche principali: la curiosità, la versatilità e una consapevolezza piena del web 2.0 (3.0 sarebbe ancora meglio). Con consapevolezza non intendo solo la capacità di padroneggiare i concetti base della comunicazione 2.0, ma il possedere una visione olistica e integrata della comunicazione, soprattutto attraverso le conoscenze pratiche, come ad esempio il linguaggio html e css, i principali content management system, le tecniche di SEO e di SEO copywriting, i principi base di architettura dell’informazione, l’uso di strumenti di editing delle foto, di impaginazione, e così via.

La quotidianità che cambia

Il mondo di fare comunicazione sta cambiando ad una velocità impressionante e non ci si può permettere di restare ancorati alla tradizione. Fino a qualche anno fa, ad esempio, alcuni comportamenti come quello di controllare sullo smartphone l’arrivo di un autobus, scegliere un ristorante in base alle recensioni e prenotare un tavolo, verificare l’affluenza in tempo reale di un museo e così via, ci sembravano quasi fantascienza; oggi, invece, sono talmente entrati nelle nostre vite e nel nostro quotidiano che li diamo addirittura per scontati e ci lamentiamo quando non ci vengono offerti.

La rassegna stampa non basta più

Se il vostro addetto stampa continua a proporvi una rassegna stampa tradizionale, senza affiancarla ad una rassegna web o ad una sentiment analysis, probabilmente vi sta solo assecondando, se non proprio prendendo in giro.
Per farvi capire quello che voglio dire, vi riporto alcuni dati: nel mese di dicembre 2016 hanno navigato almeno una volta su internet da pc, smartphone e tablet circa 30,6 milioni di utenti unici, 23,1 milioni nel giorno medio. Praticamente la metà della popolazione italiana. Siete ancora sicuri di voler monitorare solo i quotidiani cartacei?

Il valore aggiunto di un addetto stampa 2.0

L’addetto stampa 2.0 ha un modo diverso di approcciarsi alle notizie e alla comunicazione. Solo per fare un esempio, quando titolerà un comunicato stampa non potrà fare a meno di utilizzare le tecniche di seo copywriting, consapevole che, una volta online, sarà più facile essere intercettato da Google e dagli altri motori di ricerca. Inoltre, sarà in grado di sfruttare i tantissimi tool messi a disposizione dalla rete (come i Google alert, ad esempio, che analizzano le pagine web e generano una mail ogni volta che una data parola chiave viene riscontrata in rete). Infine, se non si ha a disposizione un social media manager vero e proprio, l’addetto stampa 2.0 non potrà di certo restare completamente sordo alle discussioni che animano i social network.

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