Avete mai sentito parlare di newsjacking? Forse no, a maggior ragione se non lavorate del settore, ma sicuramente ne avrete fatto esperienza, specialmente utilizzando i social network. Leggete questo post per saperne di più: potrebbe esservi utile nella strategia social del vostro brand per mettere il turbo alle pagine Facebook o Instagram che gestite!

Newsjacking: che cos’è?

Il termine newsjacking è stato coniato nel 2011 da David Meerman Scott e consiste nel creare contenuti – da diffondere attraverso il blog o i social network – che mettono in relazione il brand di un’azienda con un importante notizia che sta imperversando nel dibattito pubblico in un determinato momento. L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione dei media e di aumentare la brand awareness, ovvero la notorietà del marchio. E spesso tutto questo si traduce in pubblicità gratuita per l’azienda!

Come fare newsjacking

Per sfruttare questa tecnica, è importante innanzitutto la tempestività. Arrivare tardi, rende inefficace il messaggio e può essere addirittura controproducente, perchè manca il fattore sorpresa e si finisce per scadere nel “già visto”. La prima cosa da fare, dunque, è quello di individuare una notizia che abbia del potenziale, ovvero che possegga tutta una serie di caratteristiche per diventare argomento di conversazione. Potrebbe trattarsi di qualcosa di programmabile (eventi previsti) o di completamente imprevedibile. Subito dopo, tocca alla parte creativa, ovvero l’individuazione di un gancio, di una correlazione, tra la notizia e il brand dell’azienda. Il terzo passo è la realizzazione vera e propria del contenuto. Spesso la formula vincente è data da un’immagine semplice ma d’impatto, associata ad un testo che ne completa l’interpretazione. Infine, prima della pubblicazione, occorre “testare” il tutto velocemente, anche con poche persone che non hanno partecipato alla fase creativa, per cercare di scongiurare cadute di stile o cortocircuiti comunicativi (attenzione a non offendere nessuno!). L’obiettivo finale è, infatti, quello di aggiungere valore al marchio, non quello di toglierlo.

Il ruolo dalla satira

Se tralasciamo alcune piattaforme specifiche, come LinkedIn, in genere le persone utilizzano i social network con un intento prevalentemente ludico. Nel newsjacking due dei fattori vincenti sono sicuramente  la satira e l’ironia. Un contenuto con queste caratteristiche ha molte più probabilità di diventare virale e creare engagement!

E il trendjacking?

Molto simile al newsjacking è il trendjacking, solo che invece di sfruttare una notizia popolare ci si “aggancia” ad un trend. Molti marchi, per esempio, hanno giocato sul 10yearchallenge, ovvero l’accostamento di due foto scattate ad una distanza temporale di 10 anni l’una dall’altra, oppure sull’utilizzo dell’applicazione face app per condividere delle foto che ci mostrano un’immagine di noi da vecchi.

Alcuni esempi di newsjacking

Un’azienda che deve moltissimo della sua notorietà a newsjacking e trendjacking è Taffo Funeral Service, un’impresa di pompe funebri di Roma, che ha saputo sfruttare tutte le dritte che abbiamo elencato in questo post. Ma le aziende che hanno puntato su questa strategia sono tantissime. Ceres, per esempio, è sempre sul pezzo, ma anche Durex, Coca-Cola, Oreo – solo per citare alcuni brand – non sono da meno!

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