Gli altoparlanti smart sono ormai molto diffusi nel nostro Paese e vengono utilizzati ogni giorno da centinaia di migliaia di persone. Ma quale dispositivo scegliere? Meglio Alexa o Google Home? Quali sono i vantaggi dell’uno e dell’altro? In questo post vi racconto la mia personale esperienza dopo averli usati entrambi.

Google Home Mini vs Alexa Echo Dot

Gli smart speaker sono ormai entrati nelle nostre case. Secondo un recente studio del Censis, in Italia sono presenti oggetti smart nel 41% delle abitazioni e gli altoparlanti, insieme ai sistemi di videosorveglianza, sono gli apparecchi più utilizzati. In occidente i due smart speaker più diffusi sono Amazon Echo (comunemente noto con il nome del software che utilizza, Alexa) e Google Home. Anche se il funzionamento è molto simile, ognuno ha le proprie caratteristiche. Ecco le differenze tra i due dispositivi che mi hanno colpito.

Alexa o Google Home: sulla domotica vince Alexa

Per quanto riguarda la domotica è molto più veloce Alexa. Ogni volta che chiedo a Google di spegnere la luce, per esempio, ci sono quei 2-3 secondi di troppo, seguiti da una frase: “certo, spengo le luci del soggiorno”, mentre Alexa spegne subito la luce e poi risponde: “ok”. Anche per l’attivazione delle prese smart o del termostato vale lo stesso discorso. Inoltre, Alexa permette di creare dei gruppi di oggetti smart (per esempio, alcune prese e alcune luci) da accendere o spegnere contemporaneamente utilizzando un unico comando.
Quindi se pensate di utilizzare prevalentemente gli smart speaker per la domotica, vi consiglio senza dubbio Alexa.

Sui promemoria preferisco Google

Facendo un grande uso di Google Calendar, sia per gli appuntamenti che per i promemoria, Google Home funziona molto meglio. Spesso mi capita di dire “Google ricordami di fare questo e quello, sabato alle 11 del mattino”: ecco, Google lo mette subito su Calendar e mi arriva la notifica sul telefono, mentre Alexa fa molte più domande per essere certa di aver capito e memorizza i promemoria sulla sua app.

Alexa e Google Home per la musica

Per quanto riguarda la musica, diciamo che più o meno si equivalgono. La qualità del suono secondo me è migliore su Google Home, mentre mi ha stupito Alexa che alla domanda “fammi ascoltare l’ultima di Elodie” è stata in grado di azzeccare subito la canzone che intendevo sentire, mentre Google qualche problemino ogni tanto lo dà.

Parliamo delle routine!

Come forse sapete, questi apparecchi permettono di avviare una serie di azioni ogni qual volta si pronuncia una parola. Per esempio, dicendo “buongiorno” possiamo far riprodurre allo smart speaker le ultime notizie, farci dare informazioni sul meteo, regolare il termostato di casa nostra, mettere il telefono in modalità silenziosa, dirci gli appuntamenti della giornata, accendere le luci, ecc.
Le routine di Google home sono un po’ troppo rigide, ma si possono impostare diverse parole chiavi per una stessa routine. Per esempio, quando si esce di casa, si può dire: “Ehi Google, io esco”, oppure “Ehi Google, noi andiamo” o ancora “Ehi Google, usciamo” senza ogni volta dover impostare una nuova routine.
Le routine di Alexa, invece, sono molto più personalizzabili, sia grazie ad una migliore user experience, sia per la presenza di tantissime “skill”, ovvero applicazioni di terze parti che si integrano molto bene con questo dispositivo. Purtroppo, però, ogni routine si azionerà con una sola parola chiave. Per cui dovremo ricordarci di dire esattamente quella frase per far partire la routine e non utilizzare sinonimi o perifrasi.

Alexa non va bene se si è in tanti

Google Home permette di “invitare” altri utenti nella propria casa e ognuno potrà impostare e personalizzare le proprie routine. Alexa, al momento, questo non lo fa (per lo meno in Italia). Il dispositivo, infatti, viene associato ad un solo account Amazon e solo una persona potrà procedere con le personalizzazioni che saranno poi valide per tutti.

Qualità e design

Come qualità, penso che Google Home sia più ben fatto, mentre Alexa mi dà una sensazione di un prodotto molto più “plasticoso”. Anche il design di Google Home è più carino, secondo me. Mi piace tanto, per esempio, dargli un colpetto a destra o a sinistra con le nocche delle dita per alzare o abbassare il volume, mentre su Alexa ci sono i classici tasti su e giù.

In conclusione: Alexa e Google Home insieme? Si può!

Questi dispositivi ormai vengono proposti in offerta a prezzi quasi irrisori. Non è difficile trovare le versioni base a 19-20 euro in particolari periodi dell’anno o in occasione di qualche promozione. Addirittura Google me ne ha voluto regalare uno soltanto per il fatto di essere abbonato da anni a Google Drive! Per cui è possibile anche evitare di scegliere, usando Alexa e Google Home insieme. Lo sto facendo ormai da qualche settimana e non sto riscontrando nessun tipo di problema. Potete dire “Ehy Google” o “Ciao Alexa” tranquillamente: sono sicuro che non soffriranno più di tanto la gelosia!