venerdì , 15 dicembre 2017
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Francesco De Nobili (SEO Google): ecco perché occorre sporcarsi le mani con il web

“La domanda che ogni SEO dovrebbe sempre porsi è: se un utente volesse questo prodotto, come lo cercherebbe su Google?”. È uno dei consigli che Francesco De Nobili propone nel suo Seo Google, Guida al web marketing con gli strumenti di Google, uno dei libri sulla SEO che ho particolarmente apprezzato per semplicità e completezza. Il manuale spiega come ottimizzare blog e siti internet per migliorare il posizionamento nelle ricerche di Google, attraverso l’analisi delle principali tecniche SEO, l’utilizzo di tool gratuiti e la presentazione di numerosi esempi e casi pratici.

Ho intervistato Francesco De Nobili per fare un po’ il punto della situazione in ambito SEO: ecco cosa ci siamo detti.

Intervista a Francesco De Nobili

Francesco, il tuo libro “Seo Google” è stato per anni ai primi posti delle classifiche di vendita di Amazon nei settori dell’Informatica e dei Media Digitali. Quest’anno è uscita anche una nuova ristampa. Cosa c’è di nuovo in questa terza edizione rispetto alle precedenti?

Oltre all’analisi degli ultimi aggiornamenti e cambiamenti dell’algoritmo di Google, questa terza edizione si sofferma in particolare sulle differenze e specificità nel fare SEO per diversi settori e obbiettivi (dalla SEO locale all’ecommerce, dalla SEO per PMI alle aziende multinazionali ecc.).

SEO GoogleSEO Google ha permesso a molti neofiti di avvicinarsi al mondo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Cosa consiglieresti a chi vuole diventare un SEO specialist?

Il primo consiglio è quello di partire con un progetto proprio e che sia legato davvero ad una passione, in modo tale da potersi “sporcarsi le mani” direttamente. Quindi creare un sito o blog, mettersi dei microbiettivi misurabili e provare direttamente sul campo il posizionamento. La passione aiuta a non demoralizzarsi durante i tanti alti e bassi che possono presntarsi.

Rispetto alla data di pubblicazione della prima edizione, l’algoritmo di Google si è indubbiamente evoluto. Com’è cambiata la Seo rispetto a 4 anni fa?

Sicuramente è aumentato l’aspetto della SEO multicanale: smartphone, tablet, smart TV, voice search, oggi le ricerche si spostano e si collegano tra loro da diversi dispostivi, per questo Google pone sempre più attenzione ad altri fattori come la geolocalizzazione o il machine learning.

Nel libro parli della long tail strategy applicata alla Seo: a quale tipologia di pubblico la consiglieresti in particolare?

Ormai la long tail strategy significa analizzare e rispondere ai bisogni sempre più dettagliati e complessi degli utenti, quindi ogni tipologia di azienda può, anzi, deve utilizzarla, in modo da fare arrivare un pubblico sul sito “assetato” dai diversi contenuti informativi.

Quanto è penalizzato chi inizia oggi ad adoperare le tecniche SEO rispetto a chi ha iniziato già da qualche anno? Esiste una sorta di “saturazione” del mercato delle principali parole chiave?

Per esperienza non esistono posizionamenti storici impossibili da scalfire; certo è vero che alcuni domini hanno un autorevolezza talmente alta che il posizionamento diventa molto complicato. La bravura del SEO specialist è anche quella di concentrare il lavoro sulle query meno competitive, quindi spesso il problema è arginato alla fonte.

Parlando di Seo copywriting, pensi che il sempre più massivo utilizzo di queste tecniche possa cambiare il modo di scrivere e, quindi, anche il giornalismo online? Non si rischia un appiattimento culturale?

Assolutamente no! Anzi forse è anche il caso di smetterla di parlare di SEO copywriting nel 2017, visto che esistono diverse tecniche, come spiegato nel libro, che permettono di creare ad esempio un titolo per i lettori del sito e un titolo per Google. Tuttavia dovremmo superare anche questo binomio di intenti, in quanto è sempre bene concentrasi sulle persone quando scriviamo: l’importante è farlo utilizzando i tanti dati che Google ci offre per intercettare il nostro pubblico di riferimento.

Chi è Fabio Brocceri

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