Solo una piccola media impresa su tre ha un proprio sito internet e solo tre su dieci utilizzano il commercio elettronico come canale addizionale di vendita e acquisto. Sono questi i dati sulla presenza delle imprese italiane sul web diffusi oggi da Google in occasione della tappa fiorentina di “Eccellenze in digitale tour“, il road show che si pone come obiettivo la valorizzazione del Made in Italy attraverso il sostegno alle aziende nel processo di digitalizzazione per accrescere la competitività sui mercati internazionali.
Molti infatti ignorano le potenzialità della rete, oppure preferiscono affidarsi ai numerosi social network, ormai alla portata di tutti, sottovalutando l’importanza di avere un sito internet.  E in effetti non è raro imbattersi in profili improvvisati su facebook o twitter che non rimandano a nessun sito (indice anche di poca trasparenza e affidabilità) e che rispondono alle logiche e ai limiti imposti dai social network.
Diego Ciulli, senior policy analist di Google, ha dichiarato: “dobbiamo far ancora scoprire alle Pmi la cultura del web, perché internet è oggi l’ infrastruttura su cui si muove tutta l’ economia globale. Il mondo ha letteralmente fame di Made in Italy, ma molto spesso i consumatori cercano il Made in Italy su internet ma non lo trovano”. Non a caso, ha spiegato Ciulli, lo scorso anno le chiavi di ricerca on line collegate al Made in Italy sono cresciute del 12%.
Google ha già avviato nei mesi scorsi una piattaforma web ad hoc per valorizzare le eccellenze italiane (anche se ancora non ho trovato la versione in inglese del sito), oltre ad un bando per formare giovani digitalizzatori che aiuteranno le imprese a cogliere le opportunità del mondo digitale. Adesso toccherà alle imprese decidersi per il futuro e per il web.