martedì , 17 ottobre 2017
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Fake news, cosa sono e come riconoscerle: 5 regole

Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare di fake news, soprattutto in riferimento alle notizie condivise sui social network. In molti, editori, politici, media company, istituzioni, si sono mobilitati contro questo fenomeno, che viene visto come un potenziale nemico della democrazia.

Fake news: cosa sono?

Le fake news sono delle notizie false (spacciate come vere) che vengono veicolate prevalentemente con scopi di lucro o con finalità politiche. Alcuni editori, infatti, stanno sfruttando il gap culturale delle persone che hanno poca dimestichezza con la tecnologia, ma che si sono appena avvicinate, magari, ai social network senza un’adeguata formazione informatica. Lo stesso vale per la politica e le lobby, che confezionano fake news che stimolano l’indignazione delle persone, facendo leva su informazioni non proprio completamente corrette.

Come riconoscere una fake news?

Istituzioni, politica e le principali media company si stanno attrezzando per far fronte al dilagare di questo fenomeno. Nell’attesa che venga trovata una quadratura, oggi comunque è possibile riconoscere la maggior parte delle fake news che circolano in rete in maniera abbastanza semplice. Per farlo basta, infatti, seguire il buon senso e qualche semplice regola, che ti elenco qui di seguito.

1. Verificare la fonte

La prima regola fondamentale da seguire per smascherare una fake news è il controllo della fonte. Chi è che sta veicolando il messaggio? È una fonte attendibile? È un sito internet sconosciuto? Conosci l’autore dell’articolo? Chi lo ha scritto?

2. Attenzione all’indirizzo del sito (URL)

Esistono alcuni siti che sembrano essere molto simili a quelli più famosi, ma che non hanno niente a che fare con questi ultimi. Sono dei siti che fanno anche satira, ma sfruttano un nome che può ingannare il lettore. Sto parlando di siti come Corriere della Pera (che ricorda il Corriere della Sera), Panorana (che ricorda Panorama), Il Fatto Quotidaino (che ricorda il Fatto Quotidiano) e così via. In genere, molti di questi siti utilizzano la similarità dell’indirizzo URL per sfruttare l’autorevolezza delle testate originali. Il sito Bufale.net ha creato una sorta di “lista nera” del web.

3. Verificare la notizia altrove: Google is your friend!

Hai dei dubbi su una notizia? Il titolo è troppo sensazionalistico? La cosa da fare immediatamente è quella di fare una ricerca sui principali motori di ricerca (Google, Bing, ecc.) per vedere se altri siti o altre testate giornalistiche parlano di quella notizia. Se nessuno dei “grandi” giornali l’ha ripresa, allora probabilmente, se non è una notizia rilevante, si tratterà di una fake news. Esiste anche un sito, Bufale un tanto al chilo, che raccogli le fake news più diffuse.

4. Non fermarsi al titolo

Spesso le fake news fanno leva sul fattore emotivo, attraverso titoli sensazionalistici e immagini accattivanti, che il più delle volte induce le persone a provare indignazione. Un’altra regola importante è quella di non fermarsi solo al titolo, leggendo il contenuto dell’articolo. In realtà, l’utilizzo di titoli sensazionalistici e parziali è una tecnica chiamata click bait, utilizzata dagli editori per far sì che le persone clicchino sull’articolo e facciano aumentare il numero di visite al sito (e, di conseguenza, gli introiti pubblicitari).

5. Non vedere complotti ovunque

Questo è un comportamento che si sta diffondendo di pari passo con il dilagare delle fake news. Molti sono, infatti, convinti che qualche entità (i media, la politica, i poteri forti, la massoneria, o non so chi) stia nascondendo loro delle notizie. Ecco, quindi, che, in questo contesto, dilagano i siti o le pagine social di qualcuno che si eleva a paladino della verità e dice spesso quello che le persone vogliono sentirsi dire. In queste occasioni, quasi sempre, prolificano le fake news.

Chi è Fabio Brocceri

Ciao! Sono un Professionista della Comunicazione Digitale: Addetto stampa (nella Pubblica Amministrazione), Giornalista, Copywriter, esperto SEO, Social Media Manager, Architetto dell'Informazione e Blogger. Se vuoi, puoi seguire la pagina del blog su Facebook oppure seguirmi su Twitter!

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