martedì 27 Ottobre 2020
Direttore editoriale e direttore responsabile

Direttore editoriale e direttore responsabile: che differenza c’è?

Chi non fa parte degli “addetti ai lavori” del mondo del giornalismo può non conoscere la differenza tra direttore editoriale e direttore responsabile. Si tratta, infatti, di due figure diverse che hanno anche compiti e responsabilità diversi. Vediamo di capire insieme qual è il loro ruolo e qual è la differenza sostanziale tra queste due professioni.

Il direttore responsabile

In base alla legge sulla stampa (L. 47/1948) “ogni giornale o altro periodico deve avere un direttore responsabile”. Tale figura ha il compito di dirigere un giornale e rispondere di tutto quello che viene pubblicato davanti alla legge. Nel caso di diffamazione a mezzo stampa, per esempio, oltre al giornalista e all’editore è chiamato a risponderne anche il direttore responsabile, per mancato controllo dei contenuti pubblicati. In base a quanto illustrato dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico, quest’ultimo illustra all’assemblea dei redattori gli accordi e il programma politico-editoriale concordato con l’editore, propone le assunzioni e i licenziamenti per motivi tecnico-professionali, stabilisce le mansioni dei giornalisti e impartisce le direttive per il lavoro redazionale.

Il direttore editoriale

Il direttore editoriale è, invece, quella figura che detta la linea editoriale che una pubblicazione deve seguire. In genere direttore editoriale e direttore responsabile individuano la linea politica e di sviluppo del periodico, mentre al direttore responsabile rimane l’autonomia delle scelte operative. La redazione, di norma, non intrattiene rapporti con l’editore, proprio per preservarne una certa indipendenza. Nelle piccole imprese la figura del direttore editoriale spesso coincide con l’editore, che resta comunque il proprietario del periodico e che ha il potere di nominare o licenziare il direttore responsabile.

Informazioni su Fabio Brocceri

Mi chiamo Fabio Brocceri e sono un giornalista, addetto stampa ed esperto in comunicazione. Ho 34 anni, vivo a Roma e lavoro come comunicatore pubblico: aiuto, cioè, le Amministrazioni a dialogare meglio con i media e con i cittadini. Svolgo anche attività di docenza e nel tempo libero bloggo su FabioBrocceri.it.

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3 commenti

  1. Ambrosino Pietro

    quindi teccnicamente parlando é il solito imbroglio italico di giravolta come a secondo dove metto la virgola o il punto escamativo.; direttore editoriale spesso coincide con l’editore, che resta comunque il proprietario del periodico e che ha il potere di nominare o licenziare il direttore responsabile.Ergo se non sati sulla linea da me dettata ti mando afare in culo.

  2. Ho due domande: quando dice che nelle piccole imprese il direttore editoriale spesso coincide con l’editore, non vuol dire che debba necessariamente essere così. Capisco bene? Può essere direttore editoriale anche un’altra persona (a maggior ragione se la testata è stata depositata in tribunale dal direttore responsabile e non dall’editore che di fatto non ne risulta proprietario). Seconda domanda: il deposito in tribunale è necessario anche per le testate gratuite e Open Access digitali?

    • Ciao Alessandra,
      per la prima domanda: direttore editoriale e direttore responsabile quasi sempre sono due figure diverse, ed è giusto che sia così!
      Per la seconda: in tribunale va registrata ogni testata che ha una certa periodicità, anche se la distribuzione è gratuita. I free press (come il giornale “Leggo”, per esempio) sono tutti registrati in tribunale.
      Spero di esserti stato utile!

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