mercoledì 3 Giugno 2020
Deputata o deputato? Ministra o ministro?

Deputata o deputato? Sindaca o sindaco? Qualche consiglio

Si dice deputata o deputato? Sindaco, sindaca o sindachessa? Ministra o ministro? Notaio o notaia? La società negli ultimi anni è cambiata e anche la lingua italiana si sta adattando per recepire i cambiamenti sociali che sono avvenuti. Con l’ingresso delle donne in alcuni settori del lavoro storicamente appannaggio del genere maschile, anche la lingua cerca di tenere il passo sdoganando l’uso di determinate parole che ancora fanno fatica a prendere piede.

Cosa dice l’Accedemia della Crusca

L’Accademia della Crusca ribadisce “l’opportunità di usare il genere grammaticale femminile per indicare ruoli istituzionali (la ministra, la presidente, l’assessora, la senatrice, la deputata ecc.) e professioni alle quali l’accesso è normale per le donne solo da qualche decennio (chirurga, avvocata o avvocatessa, architetta, magistrata ecc.)”. Se ci pensiamo bene, infatti, viene del tutto naturale declinare al femminile i termini che riguardano alcune professioni come la maestra, l’infermiera, la cantante, l’operaia, l’attrice e così via. Applicare questa regola anche alle “nuove” professioni scelte dalle donne è un segnale di coerenza e di correttezza, oltre che antidiscriminatorio nei confronti delle donne stesse.

Una guida per un uso corretto dei generi

Sul sito di Gi.U.Li.A giornaliste, a questo link, è disponibile un’interessante guida di Cecilia Robustelli dal titolo “Donne, grammatica e media – Suggerimenti per l’uso dell’italiano” che cerca di fare il punto della situazione sull’uso corretto dei termini riferiti al genere femminile. In appendice, troverete anche un breve vocabolario delle professioni che propone per le cariche riferite al genere maschile il corrispondente termine femminile.
Ben vengano quindi le notaie, le architette, le deputate, le ministre, perché in Italia, e in italiano, oltre alle maestre, alle cantanti e alle poetesse, ci sono anche loro.

Informazioni su Fabio Brocceri

Mi chiamo Fabio Brocceri e sono un giornalista, addetto stampa ed esperto in comunicazione. Ho 34 anni, vivo a Roma e lavoro come comunicatore pubblico: aiuto, cioè, le Amministrazioni a dialogare meglio con i media e con i cittadini. Svolgo anche attività di docenza e nel tempo libero bloggo su FabioBrocceri.it.

Ti potrebbe interessare anche...

Come scrivere un saggio breve

Come scrivere un saggio breve: guida, schema, struttura e scaletta

Come scrivere un saggio breve per l’esame di maturità? In questo periodo si avvicinano gli …

2 commenti

  1. Ragazzi voglio dire di essere entusiasto e non più entusiasta da ora in avanti, altrimenti mi sentirei discriminato :(
    Inoltre siccome a loro sindaco usato anche per il femminile no sta bene allora io pretendo piloto invece di pilota anche se è già maschile.
    Poi voglio il maschile di sentinella che diventa sentinello altrimenti non mi sentirei bello ahah, il guardio invece della guardia ecc… ma dai sentirsi discriminati perchè in una lingua non esiste una parola nel tuo genere è una cosa idiotissima in confronto a tutti i problemi reali che ci sono nel mondo.
    Gente invece di perdere tempo sui nomi risolvete i veri problemi della discriminazione!

  2. Ah già… io non posso definirmi una persona finchè non esiste la sua parola corrispondente al maschile… ma più discriminatorio di così come si fa??!! cavolo non posso più dormire adesso :(:(

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *