Come prepararsi ad un’intervista (o preparare qualcuno)

Uno dei compiti dell’addetto stampa è quello di gestire le richieste di interviste da parte dei giornalisti che chiedono di poter rivolgere delle domande alla persona, o a un membro dell’organizzazione, per cui si sta curando l’ufficio stampa. Il suo ruolo è quello di valutare il rilascio dell’intervista, organizzarla e far sì che l’immagine finale complessiva del cliente ne esca rafforzata. In questo post ti spiegherò come prepararsi ad un’intervista e quali passi seguire per gestirla in modo efficiente.

Definire tempo e luogo dell’intervista

L’intervista può essere realizzata sia all’interno dei locali dell’azienda o dell’istituzione per cui si lavora, sia negli spazi dove il giornalista svolge la sua professione. Se si sceglie di realizzare l’intervista “in casa propria”, si dovrà preparare con cura il luogo in cui accogliere il giornalista. Sarà necessario predisporre un ambiente confortevole ma anche funzionale al messaggio che si intende trasmettere. Se l’intervista viene, invece, fatta in redazione o in uno studio, l’addetto stampa dovrà curare tutti gli aspetti logistici (orari, modalità di spostamento, ecc.). Una soluzione che permette di risparmiare tempo e denaro, sia per il giornalista che per l’organizzazione, è quella di ricorrere all’intervista a distanza, via telefono o via webcam.

Le domande dell’intervista

È del tutto legittimo concordare con il giornalista – se non proprio le domande – almeno l’argomento dell’intervista. L’intervistato deve avere, infatti, la possibilità di prepararsi e poter approfondire il tema sul quale dovrà fornire informazioni e chiarimenti. L’addetto stampa deve avere ben chiaro se si tratta di un’intervista sincrona (face to face, telefonica o in video) o asincrona (le domande vengono recapitate generalmente via mail), se va in diretta o sarà registrata, se si viene intervistati singolarmente o con altre persone (ed eventualmente chi sono le persone che interverranno), la durata, la messa in onda, e così via. Tra i vantaggi dell’intervista asincrona vi è la possibilità di conoscere in anticipo le domande e quindi poter preparare adeguatamente le risposte, ma non sempre questo è possibile e non sempre è la modalità più efficace per lanciare determinati messaggi.

Preparare l’intervistato

A volte i giornalisti chiedono di intervistare una persona in particolare, altre volte è l’ufficio stampa che propone il soggetto che deve rappresentare l’organizzazione. Di solito quest’ultimo coincide con il vertice dell’organizzazione, ma è opportuno valutare l’adeguatezza del suo profilo mediatico: non tutti, infatti, hanno caratteristiche tali da permettergli di affrontare con successo un’intervista. Occorre, per esempio, saper parlare utilizzando un linguaggio chiaro, accessibile a tutti, non troppo tecnico, solido, rassicurante. Ma occorre anche essere in grado di gestire domande scomode, non mostrarsi agitati, fare attenzione alla comunicazione non verbale, ecc.
L’ufficio stampa ha anche il compito di “preparare” l’intervistato aggiornandolo sugli argomenti che saranno trattati, sulle possibili domande insidiose che il giornalista potrebbe fargli, sulle strategie da usare in caso di difficoltà e così via. Per questo l’addetto stampa deve sempre accompagnare l’intervistato, in modo da accertarsi che il giornalista rispetti quanto è stato precedentemente concordato e che l’intervistato abbia tutto il supporto necessario.

By |2017-12-20T07:00:10+00:0020 dicembre 2017|Categories: Media relations & Digital Pr|Tags: |0 Commenti

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Sono un giornalista ed esperto di comunicazione. Lavoro come addetto stampa nella Pubblica Amministrazione. Se vuoi restare aggiornato sulle novità del blog, puoi seguire la mia pagina Facebook!

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