Premessa: sono siciliano e dico sia arancino che arancina. Dopo questo coming out, volevo farti conoscere come sia possibile fare marketing e comunicazione efficaci in un contesto, come quello di oggi, in cui la pubblicità tradizionale – quella di massa, per intenderci – inizia a non funzionare più come una volta. Per farlo voglio proporti un caso di studio, quello dell’arancina Rosalia, creata dalla catena di street food siciliana Ke palle.

Ke palle – L’arancina d’autore

In Sicilia puoi mangiare arancine e arancini praticamente ovunque: al bar, in rosticceria, nei panifici, persino al Mc Donald che si trova dentro la stazione ferroviaria di Palermo! Riuscire a distinguersi e ad emergere in un mercato così saturo non è una cosa semplice. Perché comprare l’arancina da un determinato produttore se posso mangiarla praticamente ovunque? E – chiariamolo – in qualsiasi posto ha un buon sapore (è raro trovare un luogo in Sicilia che faccia arancini immangiabili). Ecco la strategia adottata dalla catena di street food siciliana Ke palle.

Partiamo dal naming : che palle!

Il nome è già tutto un programma. Un nome facile da ricordare, una frase che diciamo molto spesso nel nostro quotidiano – che palle! – a cui però si sostituisce il ch con la k, per dare un tocco di modernità. E la complementarietà tra modernità e tradizione è proprio il punto di forza di questa catena, che vuole riproporre i piatti classici dello street food siciliano e nello stesso tempo innovare, sperimentando nuove combinazioni e nuovi sapori. Inoltre, non si tratta delle solite arancine, ma di “arancine d’autore”, come recita il payoff, ovvero lo slogan di Ke palle: un primo tentativo di distinguersi dalle altre arancine non-d-autore.

L’arancina Rosalia

In occasione del “festino” di santa Rosalia, la festa popolare più importante di Palermo e una delle feste religiose più importanti del mediterraneo,  Ke palle ha lanciato una nuova variante dell’arancina classica: l’arancina Rosalia. Questo nuovo prodotto si caratterizza per la presenza del riso al nero di seppia e per un ripieno al salmone. Partiamo innanzitutto dai colori: il riso è nero, il salmone è rosa. Ti ricorda qualcosa? Si tratta dei colori della città, della squadra di calcio, il rosanero che la gente di Palermo vede ovunque (i tifosi più accaniti arrivano persino a scegliere questi due colori per la propria automobile!). Anche il nome è fortemente associato alla città di Palermo (santa Rosalia protegge la città dall’alto del monte Pellegrino) e il colore del ripieno al salmone è proprio quello rosa. E quando lanciare questo prodotto se non in un periodo dell’anno (il festino si svolge a metà luglio) in cui non si fa altro che parlare dei preparativi della manifestazione? Ovviamente, manco a dirlo, si tratta di un prodotto limited edition (per il principio della scarsità nel marketing).

Ecco che il mix perfetto è stato creato:

cibo tradizionale + culto religioso +  evento mediatico + rosanero + calcio + edizione limitata

Alcune accortezze per il contesto online

Il post è stato lanciato sui social con un’immagine evocativa: l’arancina poggiata sopra un tavolo e sullo sfondo uno spettacolo di fuochi d’artificio, momento attesissimo dei palermitani che celebra l’arrivo del carro trionfale di santa Rosalia nella zona costiera della città. Gli hashtag ufficiali sono quelli già utilizzati dagli utenti Instagram o Twitter per commentare la festa (#SantaRosalia #Festino2019 #FestinoSantaRosalia), per far sì che chiunque li userà si troverà l’immagine dell’arancina Rosalia tra i risultati di ricerca. Nell’immagine, ovviamente, spicca in bella vista il logo dell’azienda, in modo che se anche l’immagine venisse condivisa su altri canali, come per esempio Whatsapp, tutti sarebbero a conoscenza dell’azienda che produce quel prodotto.

L’arancina social

Il brand Ke palle non è nuovo a questo tipo di iniziative. Sulla scia dei ben più noti brand attivi sui social con successo come Taffo, Ceres, ecc… ha saputo cavalcare l’attualità declinando il prodotto in base ai trend topic del momento. Ecco qualche esempio.

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Bravi!