Sempre più aziende oggi si rivolgono a un consulente SEO per migliorare la propria visibilità sui principali motori di ricerca. Questa figura professionale è cresciuta molto negli ultimi anni ma non sempre i clienti hanno ben chiaro cosa aspettarsi quando chiedono una consulenza. Spesso, infatti, per ignoranza (nel migliore dei casi) o per sfacciataggine (nel peggiore) molti clienti fanno delle richieste assurde ai consulenti SEO, che creano quantomeno un certo imbarazzo. Ne ho parlato con alcuni di loro e alla fine è venuta fuori questa classifica: ecco cosa non chiedere mai ad un consulente SEO.

1. Lo sconto!

È una delle cose che più fanno arrabbiare – a ragione – i consulenti SEO. Chiedere lo sconto ad un consulente vuol dire deprezzare il lavoro di un professionista. Purtroppo capita molto spesso, in quanto i clienti vorrebbero grandi risultati ma con budget modesti.

2. Quanto devo pagare per essere primo su Google?

Chi fa questa domanda non ha ben chiara la differenza tra risultati di ricerca organica e annunci a pagamento. Ben che vada, il consulente SEO proverà a fare un po’ di formazione gratuita al cliente, altrimenti ci si accorderà per una rassicurante campagna Ad Words.

3. Quanto tempo ci vuole?

Chi non è del mestiere pensa che il posizionamento SEO sia una scienza esatta. Ma Google, ovviamente, non ha mai reso pubblico l’elenco dei fattori che influenzano il suo algoritmo, ovvero i parametri che permettono ad un risultato di apparire in cima ai risultati di ricerca. Nessuno potrà mai avere la certezza di riuscire a posizionare un sito al primo posto entro un mese o un anno e chi lo fa è indubbiamente in malafede.

4. Ti posso pagare in base ai risultati che ottengo?

Altra tipologia di cliente tipo è quella che chiede di pagarti solo dopo aver visto dei risultati. Un po’ come se si andasse dal medico per farsi operare e si pagasse l’intervento solo una volta aver appurato di essere rimasti vivi. O ancora come se si andasse al supermercato a comprare gli ingredienti di una cena e poi si pagasse solo dopo aver ricevuto l’apprezzamento dei commensali.

Dietro quello che in molti definiscono una perdita di tempo al computer, ci sono ore e ore di lavoro che devono essere retribuite.

5. Quanti link ci vogliono per essere primi? Non possiamo comprare mille link tutti insieme?

Caro cliente, purtroppo – o per fortuna – non è una questione di quantità, altrimenti tutti potrebbero comprare migliaia (milioni!) di link per riuscire a fregare Google. Per quanto mi risulti, però, Google non è così fesso.

6. Posso essere primo su Google senza avere un sito?

Tra i colleghi che si occupano di SEO c’è chi ha chiesto (sic!) di posizionarsi ai primi posti delle serp senza avere un sito. È vero che Google restituisce tra i risultati anche le pagine social, per esempio, ma in quel caso non si hanno molti margini di intervento, in quanto si tratta di un format controllato dalle piattaforme che non permettono di intervenire sul codice.

7. Ho tutti i “pallini verdi” su Yoast SEO. Perché il mio sito compare solo in terza pagina?

Qui siamo già un passo avanti (alleluia!), perchè abbiamo a che fare con un utente un po’ più istruito a livello informatico che opera con la piattaforma WordPress per scrivere e pubblicare gli articoli in autonomia, ottimizzandoli in chiave SEO grazie al plugin di Yoast. Peccato che l’ottimizzazione degli articoli – da sola – non basta a garantire automaticamente buoni risultati, perchè ci sono tanti altri aspetti che influiscono sul posizionamento di un sito, come – per esempio – il numero di link di qualità in entrate, la domain authority, l’anzianità del dominio, la struttura del sito, e così via.

L’elenco secondo me potrebbe continuare… Mi aiutate nei commenti? ;-)