venerdì , 21 luglio 2017
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Public speaking: 9 consigli pratici per parlare in pubblico efficacemente

A tutti noi sarà capitato nella vita (e se non è ancora successo, preparati) di dover parlare in pubblico: che sia in una riunione, alla festa di matrimonio dei nostri amici, ad una convention, e così via. Saper parlare in pubblico non è sempre facile: alcuni possiedono delle doti innate, altri faticano un po’. Con questi semplici consigli potrai avere qualche strumento in più per parlare in pubblico in modo efficace.

1 Preparati

Se vuoi parlare in pubblico ed evitare spiacevoli figure, la cosa più importante che tu possa fare è quella di prepararti. La preparazione sta alla base della comunicazione, perchè comunicare senza conoscere “cosa” comunicare è un po’ come arrampicarsi sugli specchi. Se possiedi una buona preparazione su un argomento, non solo il pubblico avrà un maggiore interesse a seguirti, ma ti sentirai molto più sicuro e meno ansioso.

2 Fatti capire

L’errore più comune che tu possa fare quando comunichi con persone che non conosci è quello di dare per scontata la conoscenza di alcuni assunti di base. La quotidianità, infatti, ci porta a credere che il nostro linguaggio sia uguale a quello del nostro interlocutore. In realtà, volendo semplificare molto, ognuno di noi porta con sé un bagaglio di conoscenze “generali” e uno di conoscenze “settoriali”: un dentista potrà utilizzare efficacemente il termine apicectomia ad un convegno di medici, ma dovrà rivedere il suo linguaggio se dovrà parlare ad una platea di ferrovieri (e viceversa, se questi ultimi parlassero dell’alesatore ad una platea di medici). Cerca allora di utilizzare un linguaggio semplice, magari sforzandoti di usare le parole del vocabolario di base, ed evita parole troppo settoriali e gergali.

3 Conosci il tuo pubblico (e adatta il discorso)

È importante sapere in anticipo la tipologia di pubblico a cui ti rivolgi. Se stai parlando ad un pubblico settoriale, puoi permetterti di andare più a fondo ed approfondire gli argomenti nel dettaglio. In questi casi, infatti, semplificare troppo potrebbe risultare addirittura controproducente. Se il tuo pubblico invece è eterogeneo, dovresti trovare una via di mezzo, fornendo una chiave di lettura generale e permettere un secondo livello di approfondimento solo se il grado di interesse percepito aumenta. Per questo è importante essere capaci di adattare il discorso e rimodularlo anche sul momento, in base ai feedback ricevuti dal pubblico: vedere gente che sbadiglia, che guarda l’orologio o che guarda i soffitti della sala sicuramente dovrebbe farti scattare un campanello d’allarme.

4 Soggetto, verbo e oggetto: brevità e chiarezza

Evita le frasi molto lunghe, anche perché il loro utilizzo, oltre a richiedere una concentrazione non indifferente, può farti perdere il filo del discorso e affaticare l’interlocutore. Utilizza invece un linguaggio colloquiale, come se parlassi ad un tuo amico: il pubblico ti seguirà più facilmente e tu avrete raggiunto il tuo obiettivo.

5 Ritmo e suono della voce

Una componente che spesso non viene considerata è la voce. Evita di parlare con un tono piatto, ma, all’occorrenza, alza la voce, abbassa il tono, fai delle pause (molto più funzionali rispetto ai vari mm, ehm, ecc.), accelera, scandisci le parole chiavi. La voce è come uno strumento musicale. Elio e le storie tese ci hanno fatto persino una canzone che dimostra quanto si possa giocare con la voce: non sottovalutarne l’importanza.

6 La prossemica

Anche il tuo corpo rientra a tutti gli effetti nel flusso comunicativo. Non stare a braccia conserte (gesto di chiusura per eccellenza), ma utilizzale per enfatizzare o sottolineare alcune parti del tuo discorso. Muoviti, indica, utilizza efficacemente le espressioni facciali. Cerca di non guardare sempre lo stesso punto della platea, ma sforzati di guardare tutti negli occhi, utilizzando uno “sguardo democratico”. Questo creerà un legame più forte con l’interlocutore, contribuirà a rafforzare l’empatia e a porre le basi per avviare un contagio emotivo.

7 Emozionati e racconta delle storie

A proposito di contagio emotivo, le persone spesso apprezzano il cosiddetto fattore umano. Racconta un aneddoto personale, fermati un attimo se stai provando un’emozione e sfruttala a tuo favore. Saranno le parti più interessanti e che saranno maggiormente ricordate del tuo discorso. Potresti anche raccontare qualcosa di divertente, inserire una battuta lì dove nessuno se l’aspetterebbe. Infine, ricordati di essere umile: ci sarà sempre qualcuno più bravo di te e l’arroganza, in genere, non viene molto apprezzata.

8 Attirare l’attenzione

Quando parliamo per più di 10-15 minuti, ad un certo punto l’attenzione del pubblico tenderà inevitabilmente a scemare. Se vuoi tenere alta la loro attenzione, è importante introdurre nel tuo discorso alcuni elementi che creino discontinuità. Solo per fare qualche esempio, puoi giocare con la voce (restare qualche secondo in silenzio o alzare il tono, come abbiamo visto prima), far interagire il pubblico attraverso un rapido sondaggio, inserire qualche battuta divertente, creare un diversivo richiamando una persona del pubblico o introducendo un oggetto particolare e così via. Fare degli esempi concreti è la via più facile per arrivare alle persone.

9 Ricordati che tutto comunica

In semiotica e in linguistica si parla di piano dell’espressione e piano del contenuto. In qualsiasi flusso di comunicazione, i contenuti non solo solo quelli veicolati “volontariamente” attraverso le parole, ma anche quelli percepiti, magari involontariamente. Ecco, dunque, che il pubblico può percepire la tua ansia dal tremore della voce; può inquadrarti all’interno di una certa classe sociale o di una certa cultura in base al tuo abbigliamento; può capire la tua provenienza regionale solo ascoltando il tuo accento, e così via. Guardati allo specchio, fai delle prove, registrati e rivediti cercando di capire quali aspetti è possibile migliorare, individuando anche i tuoi punti deboli e cercando di sfruttarli a tuo vantaggio.

Chi è Fabio Brocceri

Ciao! Sono un Professionista della Comunicazione Digitale: Addetto stampa (nella Pubblica Amministrazione), Giornalista, Copywriter, esperto SEO, Social Media Manager, Architetto dell'Informazione e Blogger. Se vuoi, puoi seguire la pagina del blog su Facebook oppure seguirmi su Twitter!

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