Non è facile che uno slogan mi affascini in maniera tale da indurmi all’acquisto del prodotto pubblicizzato, ma questa volta ho fatto un’eccezione. Ho comprato un nuovo notebook Hp, e oltre a considerare processore, hard disk, casa produttrice, cache, ram, scheda video ecc. mi ha sedotto l’headline della pubblicità: “The computer is personal again”. Trovo che lo spot abbia trovato la chiave di lettura di ciò che un pc rappresenta per la maggior parte degli utenti: oltre al lavoro, il pc è qualcosa di personale che ci permette di conservare e condividere immagini, suoni, video, parole, pensieri (vedi i blog), conoscenze e via dicendo. Il pc, al momento dell’acquisto, si libera di quella caratteristica comune di prodotto fordiano e diventa qualcosa di essenzialmente personale, unico nel suo genere non quanto a struttura ma quanto a contenuti. Unico per te che lo possiedi, perchè li dentro, vuoi o non vuoi, ci passa un bel po’ della tua vita. Lo spot con Paulo Coelho ha colto perfettamente tutto ciò. “L’obiettivo della campagna HP – spiega Corrado Massone, marketing manager, HP Personal Systems Group & SMB – è quello di enfatizzare la relazione personale che ogni individuo ha con il proprio computer, sollecitando la domanda di prodotti, soluzioni e servizi che offrano una reale esperienza di personal technology”. Il computer è di nuovo personal.
Da un link di un blogger, sono finito sul sito di Rutelli, o meglio quello che è stato realizzato per lui da Callipigia in vista delle comunali 2008. Ancora una volta devo dire che questi ragazzi hanno fatto un buon lavoro, soprattutto per quanto riguarda la parte grafica. Hanno realizzato molti lavori per esponenti del centrosinistra italiano ma credo che anche quelli di centrodestra dovrebbero tenerli d’occhio…
E’ appena passata la mezzanotte della prima giornata di elezioni e per farmi un’idea del paese che siamo ho fatto il consueto giro in alcuni siti di quotidiani stranieri, sia di destra che di sinistra: El Paìs, el Mundo, the New York Times, the Times.
El mundo insiste sulla sfida “entre lo nuevo y lo viejo”, ironizzando sul cittadino che si è mangiato la cheda elettorale (“un ciudadano tras pedir la papeleta, la hizo trozos y se la comió”!!!).
El paìs sottolinea che gli indecisi (il 25 %) saranno decisivi per la vittoria. E un paio di articoli li dedica alla mafia e ai rapporti con Berlusconi (“La Mafia también hace campaña” , “El brazo derecho de Berlusconi, sospechoso de un intento de compra de votos”).
In terra anglosassone si torna a parlare di Silvio (“the fox is back”, la volpe è tornata) ma anche di Emanuele Filiberto che spera in 10-15 anni di avere un buon supporto per diventare primo ministro! (…)
Un po’ ovunque si parla anche di Obama-Veltroni, e di Totti, che Berlusconi ha apostrofato come “taken leave of his senses”. Ma la cosa che ho notato è una costante che viene associata al nome Berlusconi: “The 71-year-old billionaire Berlusconi…” , “The 71-year-old media mogul Silvio Berlusconi…” , “frente a los 72 años de Berlusconi”. Oh, non riscono a spiegarsi il perchè gli italiani ripropongano ancora “los viejos”!!! Infine anche loro parlano tanto (ma tanto) di Veltrusconi… Che siano più lungimiranti di noi?!?!?!?!
Comunque, se volete vedere un sondaggio sul vincitore secondo gli spagnoli cliccate qui.
Beh, adesso un post tutto personale perchè ‘dicono’ che mi sia laureato!!! Ieri pomeriggio altalena di emozioni: tra panico e nervosismo comunque tutto è andato liscio. Ancora non ho avuto il tempo di rivedermi, ma a quanto pare sembravo rilassatissimo durante la discussione! La tesi è andata bene, il prof. ha detto che era brillante! (Ho realizzato un’analisi semiotica di una campagna pubblicitaria). Anche per il voto soddisfattissimo, 107! E poi festa con parenti e amici…. bellissimo, non ci sono parole. Adesso devo solo realizzare tutto questo…