Archive for the 'Com d'Impresa' Category


Perchè le aziende investono sul sociale?

Posted by Fabio on 3rd, 2008

Alcune ricerche condotte a livello internazionale dimostrano come «il 60% dei consumatori americani sia disponibile a cambiare marca o punto vendita in favore di imprese socialmente impegnate» e sono disposti addirittura a «pagare prezzi più elevati per i prodotti di tali imprese». Pratiche come il cause related marketing «possono presentare alcuni importanti benefici sia per l’impresa che si avventura su questa strada che per l’organizzazione non profit che stabilisce un’alleanza con l’azienda. Per l’impresa, ad esempio, intraprendere un’iniziativa di marketing filantropico o di cause related marketing significa poter differenziare il proprio brand, fidelizzare i consumatori (l’iniziativa sociale permette infatti di creare forti legami con il consumatore), aumentare la capacità di attirare l’attenzione dei media, raggiungere nuove nicchie di mercato, creare un legame profondo con il territorio, aumentare le vendite…; per l’organizzazione significa avere accesso a nuove fonti di finanziamento, raggiungere nuovi target di donatori, aumentare l’attenzione del pubblico nei confronti della causa trattata, accrescere la visibilità e la notorietà della organizzazione non profit, aver contatti con professionisti e strutture di marketing aziendali».
[Gadotti, 2001. Pubblicità Sociale. Lineamenti, esperienze e nuovi sviluppi]

La Smart nell’ovetto Kinder

Posted by Fabio on 30th, 2008

Ogni volta che ci regalavano un Kinder Sorpresa eravamo felici. Scartavamo velocemente l’ovetto per trovare la sorpresa. E cosa ci trovavamo dentro?? Pippo, la pantera rosa, i puffi, Asterix, aggeggi in mille pezzi da montare. E poi le serie di animali ‘non smontabili’ (tartallegre, leoni, dinosauri, ippopotami, ranoplà, coccodritti, fantasmini, elefantini, squali, orsi).
2008. Cosa trovi negli ovetti Kinder?! La smart! La smart ci trovi! Se non lo vedevo con i miei occhi non avrei creduto. Neanche il piacere di montarla, era tutta d’un pezzo e nemmeno aveva la carica di andare avanti se la tiravi indietro. Ma il marketing può spingersi fino a tanto?? Ci credo che a 13 anni i ragazzini ti dicono di voler regalata la Smart…

La mia età cerebrale? 7-33 anni.

Posted by Fabio on 14th, 2008

Adesso cercheremo di capire perchè questa pubblicità mi/ci fa venire voglia di comprare questo maledetto gioco (ma noi resisteremo… :twisted: ). La storia narrativa è questa: Nicole Kidman è seduta bella rilassata a casa ed è impegnata in un gioco. Parla da sola, (forse è pazza), in italiano. Gioca con un giochetto che poi le da il responso: l’età cerebrale è di 52 anni. Lei si incazza e ricomincia. Fine.
Ora, la storia in se non mi pare eccezionale. Però, secondo me, il meccanismo disgraziato ha a che fare con il narcisismo. Tutti, dalla A alla Z, siamo convinti di essere le persone più intelligenti al mondo: noi siamo più intelligenti e furbi degli altri. Finalmente arriva uno strumento per dimostrarlo, e lo fa introducendo qualcosa come ’l'età cerebrale’ che sembra qualcosa di nuovo (il nostro cervello ha un’età?) ma in realtà riprende un’opinione comune (‘ho 50 anni ma mi sento un ragazzino!’). Poi c’è la curiosità (‘e io che età cerebrale ho?’, come se fino ad oggi non potevi vivere senza saperlo..). Una curiosità che genera nuovi bisogni, cioè: prima non ne sentivi l’esigenza; poi, con questo spot, senti il bisogno di sapere quant’è la tua età cerebrale.
PS. Per chi proprio non sa resistere… calcola l’età del tuo cervello su internet! Qui il mio cervello ha 7 anni (e non so se la cosa è positiva!), qui 33. Mah!

Hp, uno slogan vincente

Posted by Fabio on 20th, 2008

Non è facile che uno slogan mi affascini in maniera tale da indurmi all’acquisto del prodotto pubblicizzato, ma questa volta ho fatto un’eccezione. Ho comprato un nuovo notebook Hp, e oltre a considerare processore, hard disk, casa produttrice, cache, ram, scheda video ecc. mi ha sedotto l’headline della pubblicità: “The computer is personal again”. Trovo che lo spot abbia trovato la chiave di lettura di ciò che un pc rappresenta per la maggior parte degli utenti: oltre al lavoro, il pc è qualcosa di personale che ci permette di conservare e condividere immagini, suoni, video, parole, pensieri (vedi i blog), conoscenze e via dicendo. Il pc, al momento dell’acquisto, si libera di quella caratteristica comune di prodotto fordiano e diventa qualcosa di essenzialmente personale, unico nel suo genere non quanto a struttura ma quanto a contenuti. Unico per te che lo possiedi, perchè li dentro, vuoi o non vuoi, ci passa un bel po’ della tua vita. Lo spot con Paulo Coelho ha colto perfettamente tutto ciò. “L’obiettivo della campagna HP – spiega Corrado Massone, marketing manager, HP Personal Systems Group & SMB – è quello di enfatizzare la relazione personale che ogni individuo ha con il proprio computer, sollecitando la domanda di prodotti, soluzioni e servizi che offrano una reale esperienza di personal technology”. Il computer è di nuovo personal.

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