Archive for the 'Spunti semiotici' Category


Semiotica e politica 2.0 a Bologna

Posted by Fabio on 27th, 2009

Il manifestoDal 23 al 25 ottobre a Bologna si terrà un convegno dal titolo “Politica 2.0 – Memoria, etica e nuove forme della comunicazione politica”. Tra gli altri interverranno Umberto Eco, Paolo Fabbri, Gianfranco Marrone, Maria Pia Pozzato, Ugo Volli, Giampietro Mazzoleni, Gianfranco Pasquino e Omar Calabrese. Ulteriori informazioni sul sito dell’Associazione Italiana Studi Semiotici.

La mia età cerebrale? 7-33 anni.

Posted by Fabio on 14th, 2008

Adesso cercheremo di capire perchè questa pubblicità mi/ci fa venire voglia di comprare questo maledetto gioco (ma noi resisteremo… :twisted: ). La storia narrativa è questa: Nicole Kidman è seduta bella rilassata a casa ed è impegnata in un gioco. Parla da sola, (forse è pazza), in italiano. Gioca con un giochetto che poi le da il responso: l’età cerebrale è di 52 anni. Lei si incazza e ricomincia. Fine.
Ora, la storia in se non mi pare eccezionale. Però, secondo me, il meccanismo disgraziato ha a che fare con il narcisismo. Tutti, dalla A alla Z, siamo convinti di essere le persone più intelligenti al mondo: noi siamo più intelligenti e furbi degli altri. Finalmente arriva uno strumento per dimostrarlo, e lo fa introducendo qualcosa come ’l'età cerebrale’ che sembra qualcosa di nuovo (il nostro cervello ha un’età?) ma in realtà riprende un’opinione comune (‘ho 50 anni ma mi sento un ragazzino!’). Poi c’è la curiosità (‘e io che età cerebrale ho?’, come se fino ad oggi non potevi vivere senza saperlo..). Una curiosità che genera nuovi bisogni, cioè: prima non ne sentivi l’esigenza; poi, con questo spot, senti il bisogno di sapere quant’è la tua età cerebrale.
PS. Per chi proprio non sa resistere… calcola l’età del tuo cervello su internet! Qui il mio cervello ha 7 anni (e non so se la cosa è positiva!), qui 33. Mah!

Banco Alimentar, una comunicazione efficace

Posted by Fabio on 24th, 2008

Ultimamente mi sto occupando di comunicazione sociale. Volevo segnalarvi questa campagna portoghese realizzata per Banco Alimentar in occasione di alcune giornate di raccolta degli alimenti. Si tratta di due declinazioni di uno stesso gesto: mani che sono unite sotto un gettito di aria calda per asciugarsi e mani unite in segno di richiesta. Davvero eccezionale.

Via a Pechino 2008

Posted by Fabio on 8th, 2008

Oggi ho visto buona parte della cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi di Pechino 2008 (foto da Corriere.it). Belle scenografie, bella atmosfera, bello tutto se non fosse per un senso di contrasto, di un significato veicolato molto ambiguo che mi ha fatto un po’ riflettere. Da un lato, infatti, una figuratività molto intensa metteva in luce l’importanza della fratellanza tra i popoli, il rispetto della vita, e così via; dall’altro non ho potuto fare a meno di pensare ai diritti umani in Cina e al Tibet.
Un po’ forse per deformazione professionale, ho immaginato quest’opposizione inserita in un quadrato semiotico, in particolare in un quadrato di veridizione (un esempio qui e qui). L’essere e l’apparire sono qui contrari. Il paese ospitante appare rispettoso dei diritti universali di fratellanza, solidarietà e cooperazione (vedi la forte carica simbologica dell’inaugurazione); ma in realtà presenta molte lacune a tal riguardo, quindi implicitamente rientriamo nel non-essere, che non è altro che la negazione dell’essere, ovvero di come la Cina realmente è.
Tutto questo gioco di parole, insomma, per dire che l’effetto di senso e di significato veicolato non mi è parso univoco o quanto meno coerente. Soprattutto se si considera il comitato organizzatore come Soggetto del fare e la Cina come Soggetto di stato.

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